Schioppettino

Azienda Agricola Ronchi di Cialla

Le prime testimonianze storiche di questo vino si trovano in documenti che risalgono al 1282 tratti dall’archivio del Castello di Albana situato nel territorio di Prepotto.
Il nome del vitigno lo si ritrova come Sclopetìn (friulano) Pocàlza (sloveno) Schioppettino (italiano) e Ribolla Nera (riferito al solo vitigno dall’Ampelografo Rovasenda).
Vitigno autoctono friulano estremamente localizzato unicamente nel territorio collinare del Comune di Prepotto con due tradizionali Cru di eccellenza: Cialla ed Albana.

Lo Schioppettino segue le vicende storiche comuni a tutti gli altri vitigni autoctoni coltivati in Friuli (forse più di 100), una grande confusione! In un momento cruciale della nostra storia viticola, la comparsa dell’Oidio prima e della Fillossera poi, si è pensato bene di eliminarli e di introdurre i più blasonati vitigni francesi. Una ricca documentazione su questo argomento la possiamo trovare sfogliando le varie annate tra il 1890 ed il 1930 dei periodici dell’Associazione Agraria Friulana (organo dell’Istituzioni Agricole e delle Commissioni Tecnico-Agrarie provinciali del Friuli e della Società Agraria di Trieste). Tuttavia, siamo nel 1907, il Consorzio Antifillosserico dell’Associazione Agraria Friulana, vivai di Cividale e Palmanova, nel presentare le varietà da loro innestate scrivevano: “….prima di determinarci ad innestare piuttosto una che l’altra varietà europea abbiamo voluto sentire il parere dei nostri viticultori ed in seguito ad una accuratissima inchiesta abbiamo fatto la seguente scelta: ….. Uve nere: Blaufränkisch – Cabernet – Fruntignan – Merlot – Refoscone – Ribolla Nera ….”. Se arriviamo poi al 1939 e sfogliamo la magnifica opera iconografica del Poggi alla scheda Ribolla Nera leggeremo: “Vitigno che ha una limitatissima importanza in Provincia perché coltivato quasi esclusivamente nel territorio collinare e pedecollinare del Comune di Prepotto. ………La Ribolla Nera, chiamata anche Pocàlza, al di fuori del suo ambiente optimum, anche alla distanza di pochi chilometri, dà un vino che non possiede più quelle peculiari caratteristiche che lo rendono pregiato in quel di Prepotto col nome locale di Schioppettino; da notare inoltre che non sopporta molto l’invecchiamento. E’ vitigno quindi che, almeno ritengo, non è destinato a diffondersi ed è certamente di secondo merito……”.

Con queste premesse lo Schioppettino (e tantissime altre varietà autoctone) è andato scomparendo e nel 1970 quando la Famiglia Rapuzzi nell’ambito del suo progetto di coltivazione esclusiva di varietà native friulane per l’ottenimento di grandi vini da lungo invecchiamento, ha intrapreso un’opera di ricerca e recupero delle poche viti relitte di Schioppettino e con la collaborazione dell’allora Sindaco di Prepotto Bernardo Bruno, si è potuto realizzare un primo impianto di 3500 ceppi che ne hanno decretato la rinascita.
Di seguito sono elencati i momenti salienti della rinascita dello Schioppettino nel cru Ronchi di Cialla.
1970 fondazione dell’Azienda Ronchi di Cialla da parte di Paolo e Dina Rapuzzi. Da subito la filosofia aziendale è stata quella di coltivare unicamente vitigni autoctoni friulani ed ottenerne grandi vini da invecchiamento. La scelta dello Schioppettino è parsa da subito obbligata in quanto la valle di Cialla è una sua zona d’eccellenza. Notizie storiche del XIII secolo parlavano dello Schioppettino come una delle varietà più pregiate del territorio del comune di Prepotto, l’abbandonarlo sarebbe stato un delitto contro il patrimonio culturale e storico friulano. Oltre ai problemi pratici per il recupero delle marze da destinare all’innesto delle prime 3500 viti, vi erano considerevoli problemi di ordine burocratico in quanto le prospettive erano quelle della denuncia penale e dell’espianto forzato della vigna. Infatti all’inizio degli anni ’70 la posizione giuridica di questo vitigno era gravemente compromessa, esso non figurava neppure nel novero delle varietà cui era consentita la coltivazione.

1976 assegnazione del primo “Risit d’aur” per l’impianto di Schioppettino con la seguente motivazione: “…a Dina e Paolo Rapuzzi per aver dato razionale impulso alla coltivazione, nel suo habitat più vocato in Cialla di Prepotto, dell’antico prestigioso vitigno autoctono Schioppettino, di cui assurde leggi ne hanno decretato l’estinzione…”. Nello stesso anno viene autorizzata la coltivazione dello Schioppettino ed ha inizio la sua rinascita.

1977 prima vendemmia dello Schioppettino.

1978 il 14 marzo viene depositato dal notaio un comunicato sui risultati della vendemmia 1977 ai Ronchi di Cialla destinato agli amici giornalisti ed agli amatori del vino: “Schioppettino. – Vendemmiato il 18.10.’77, dalle 3500 viti disposte su Ha 2 si sono ottenuti 35 hl. Ora sta subendo la fermentazione malolattica al fine di passarlo all’invecchiamento in fusti di rovere da 225 litri, dove se ne prevede il riposo per sei, otto mesi. Di notevole struttura, lascia intravedere precisa personalità”.

1983 è stata stabilita la delimitazione geografica della valle di Cialla anche per lo Schioppettino.

1989 lo Schioppettino viene riconosciuto DOC Colli Orientali del Friuli.

1995 sulla base della legge 164 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 278/95 il disciplinare del CRU CIALLA. A tutt’oggi risulta essere l’unica sottozona in Italia ove una sola azienda (Ronchi di Cialla) produce vini provenienti da cinque vitigni autoctoni: Schioppettino, Refosco dal Peduncolo Rosso, Ribolla, Verduzzo e Picolit.

2001 il 12 gennaio lo Schioppettino di Cialla 1986 e 1988 viene battuto all’asta da Christie’s a New York assieme ai più prestigiosi crus italiani e francesi.

2001 L’azienda Ronchi di Cialla emette il “1° Bando di Rabboccamento” per le prestigiose annate di Schioppettino di Cialla 1985 e Verduzzo di Cialla 1983. Il 19 e 20 maggio si è proceduto all’operazione di rabboccamento, alla presenza di un notaio, di un numero limitato di bottiglie di proprietà dell’Azienda ed altre, provenienti anche dall’estero, di clienti.

2002 Il giorno 8 giugno 2002 ai Ronchi di Cialla sono stati celebrati i primi 25 anni dalla rinascita dello Schioppettino. E’ stato presentato un arco di 25 anni di Schioppettino dei Ronchi di Cialla esemplificato in sei annate (1998, 1990, 1985, 1983, 1980 e 1977) degustate da una numerosa e selezionata commissione di esperti. Grande impressione è stata suscitata dall’evoluzione dello Schioppettino di Cialla nel tempo, dalla sua unicità e possibilità di esprimersi ed elevarsi attraverso i lunghissimi invecchiamenti.

2003 Il giorno 10 maggio viene effettuato il 2° Rabboccamento nei Ronchi di Cialla. Alla presenza di un notaio e della famiglia Rapuzzi, vengono rabboccati Schioppettino, Refosco dal Peduncolo Rosso, Picolit e Verduzzo dell’annata 1977. All’operazione vengono sottoposte le bottiglie di proprietà dell’azienda Ronchi di Cialla ed altre di proprietà dei più prestigiosi clienti.